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8° Trofeo Internazionale Master Over 60 Dinghy 12’ - Maccagno - 28-30 agosto 2012

Settimane decisamente impegnative per gli appassionati di questa deriva centenaria: i due fine settimana dedicati a Coppa Manara e Coppa Corenno sul Lago di Como fanno da cornice al Master che si è tenuto e organizzato dall' Unione Velica Maccagno sul Lago Maggiore. La settimana successiva a Bibione si terrà il Campionato Italiano che radunerà i timonieri di tutta l’Italia.
Purtroppo quest’anno il Master ha potuto contare sulla presenza di soli 10 dinghisti, 2 erano olandesi a conferma dell’internazionalità del Trofeo. Bob van der Pol, arzillo ottantenne, è l’attuale detentore del titolo nazionale olandese appena conquistato con il figlio al timone. L’altro Len Van Willingen è arrivato con il suo dinghy al seguito, Bob ha potuto regatare su Blade Runner gentilmente fornito dall’organizzazione. Ottonello ha rappresentato i liguri e con questo tutti i regatanti d’acqua salata, Falzotti ha salvato l’onore del Lario.
I concorrenti saranno stati pochi, in media il master raccoglieva una ventina di adesioni, ma decisamente agguerriti e per una volta hanno potuto effettuare tutte e 5 le prove previste, compresa la crociera. Si sono rivisti in regata i due Ferrario, Aldo con il fido Papillon ITA 1801 e Luigino tornato alle regate quest’anno con il suo vecchio Rima ITA 1940 costruito in compensato.
Il primo giorno alle 11.30 si è dato inizio alla manifestazione con una simpatica colazione offerta nei nuovissimi locali dell’UVM e frutto della collaborazione delle signore del circolo.
Non appena si è stabilizzata l’Inverna, vento pomeridiano che soffia da Sud nel pomeriggio il Comitato ha dato inizio alle regate che si sono svolte sotto un sole splendido, un’aria regolare sui 4/5 metri e con un unico vincitore: uno scatenato Paganini nella prima prova vanamente contrastato da Luigino Ferrario e da Corbellini giunto terzo che regatava con il Lillia mezzo bianco e mezzo nero avuto in prestito. Blade Runner infatti era timonato da Bob Van Der Pol che è stato ben felice di provare uno scafo competitivo e ben attrezzato costruito con la “famigerata”, per loro, vetroresina.
La seconda prova ha visto Corbellini secondo e Ottonello terzo alle spalle di Paganini.
Il Master ha le sue regole le IdR specificano che le prove si svolgeranno solo al pomeriggio e che non potranno mai essere più di due,il limite del vento è a7 m/s; questo Trofeo, a inviti, ha sempre voluto garantire anche una possibilità di scambi di esperienze e ha curato in particolar modo anche l’occupazione del tempo al di fuori delle prove in acqua. Si è sempre mangiato tutti insieme a mezzogiorno e alla sera, regatanti, comitato ed assistenza.
La cena è stata all’insegna della polenta con cinghiale in salmì, spezzatino e/o gorgonzola. Buonissimi cucinati in loco dal mitico Pierino. Un’ottima macedonia con gelato ha concluso il pasto annaffiato da Bonarda e superalcolici alla fine.
Il secondo giorno di nuovo giornata di sole con lago calmo e a partire dalle 14 con un vento da Sud sui 4/5 metri. Su richiesta dei regatanti la prima prova si è svolta, come il giorno prima, con il classico percorso a bastone, 2 boline, 2 poppe e arrivo dietro la barca del CdR, la seconda invece ha richiesto una bolina in più che però prevedeva l’arrivo a due passi dal circolo. Il CdR composto da Lamberto Soma, Marco Osnaghi e Henriette Peona, non ha avuto difficoltà ad accontentarli.
La terza prova, partenza alle 14.03, è stata vinta in poco meno di un’ora da Ottonello, secondo Len Van Willingen, grande e grosso, con una barca decisamente meno veloce ma che stavolta aveva trovato il giusto passo, terzo Paganini.
Durante questa prova si è verificato un episodio che non si vedeva sui campi di regata dei dinghy da molto tempo: Luigino Ferrario si è ritirato avendo toccato, non per sua colpa per di più, la barca di un altro concorrente. Con questo atto davvero d’altri tempi si è guadagnato al momento della premiazione il premio Gentleman Master con l’approvazione di tutti per questo ritrovato spirito sportivo.
La quarta prova del campionato è stata un po’ più lunga, un lato in più per avvicinarsi alla base, è stata vinta da Corbellini, secondo Ottonello e terzo Luigino Ferrario. Paganini, vittima di una rottura al tesabase della vela in partenza, molto attardato aveva “accorciato” la prima bolina pensando di non recuperare il distacco e mal gliene incolse, infatti avrebbe potuto ottenere un piazzamento onorevole, così invece è finito DNF non avendo tagliato la linea di arrivo.
Alla fine della seconda giornata Corbellini ed Ottonello erano pari punti, tutto si sarebbe deciso l’ultimo giorno con la prova lunga e con le previsioni del tempo pessime.
La sera cena, come sempre tutti assieme al ristorante sotto al circolo: delle alborelle, pescetti di lago fritti in pastella, decisamente favolose, risotto al formaggio di malga, filetto al pepe con patate al forno ed ananas.
Durante la cena, come il giorno prima, si sono consegnati i premi ai primi di giornata. Ne approfitto per descrivere i premi, tutti realizzati dalla stessa artista: piatti e piattini con la tecnica Raku di diverse forme e colori rappresentanti i dinghy 12’ nelle diverse andature e situazioni.
Breve passaggio al circolo per le ultime chiacchere poi tutti a nanna.
Il mattino dopo secondo le previsioni pioggia, vento da Nord con raffiche oltre i 7 metri, onda con ochette e sguardi preoccupati.
Il comitato decide di posizionare le boe dove previsto, il percorso è quello a prescindere da dove spira il vento. Prima delle 13 il percorso è a posto, vista l’onda e l’intensità del vento viene leggermente accorciato per non avere una bolina di un’ora con lago decisamente mosso.
Falzotti carica la barca e alle 11 torna a casa; Vanetti e Bob, l’arzillo olandese ottantenne, piccolini e magrolini non scendono in acqua, Aldo Ferrario parte ma si ritira poco dopo la partenza data alle 13.15, non riesce a governare.
In effetti le condizioni sono di onda con 6,5-7 metri di vento; il comitato terrà infatti sempre sotto controllo su tutto il percorso l’intensità del vento che però si assesterà sui 6 metri con raffiche sui 7,5. I sei concorrenti rimasti non demordono e sono un piacere per gli occhi.
Ottonello e l’olandese rimasto, entrambi alti e non leggerissimi pigliano subito il comando e staccano, frutto anche del bordo indovinato sotto costa, gli altri concorrenti che avevano scelto il centro lago; manterranno fino alla fine, dopo ben un ora e tre quarti di regata difficile, le stesse posizioni, Ottonello non perde un colpo, Len perde terreno e rischia di essere superato da un Paganini decisamente in grande spolvero in questo Master. Corbellini giunge quarto davanti a Luigino Ferraio e Franco Guidolin, tutto felice di aver difeso l’ultima posizione. Dieci minuti tra il primo e l’ultimo.
La premiazione si svolge all’Hotel Camin di Colmegna, come da tradizione, ma questa volta in una torre alla fine del giardino proprio di fronte ai castelli di Cannero.

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